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ARCHITETTURA, ARCHITETTI E SPOT TV
ARCHISPOT: L'UNIVERSO DEI LUOGHI COMUNI DELLA PUBBLICITA'

di Luca Battista

Si parla sempre di qualità dell’architettura rivolgendosi agli addetti del settore: amministratori e progettisti di ogni Ordine e grado. In ogni dibattito che abbia come tema il tessuto urbano esistente, ci si chiede come mai la qualità spesso non faccia parte delle nostre città. E in modo sbrigativo si dà la colpa alla cattiva amministrazione, al profitto e a progettisti senza qualità che
esercitano nella loro professione solo il potere del timbro.
In buona parte è vero. Ma resta il dubbio: quanta gente vuole veramente la qualità? E che forma ha nella loro testa? Complessa la risposta. Forse sarebbe necessario eseguire un sondaggio
di mercato sui gusti e sul livello di percezione della qualità architettonica, proprio come si fa con un detersivo o un’automobile prima del lancio sul mercato. Eppure ci sarà un senso
comune dell’Architettura di Qualità. Ci sarà un modo per poterla riconoscere, anche solo per un attimo, senza dover per forza ricorrere ad un call center per effettuare una ricerca a campione?
Si può provare a cercare qualche traccia nell’universo visivo dei luoghi comuni della pubblicità. Come sono fatti gli edifici degli spot? Che aspetto hanno i luoghi scelti da fotografi, registi e
creativi di ogni genere, per far catalizzare l’attenzione sui prodotti reclamizzati? Chi meglio dei creativi pubblicitari può aiutarci a capire? Per mestiere sono abituati a percepire i luoghi comuni
del visivo, e a sintetizzarli e usarli come rafforzativi del messaggio pubblicitario. La loro sintesi non è una scienza esatta, perché la loro professione si muove pur sempre in ambiti fortemente creativi.
Ma di certo il loro messaggio visivo deve colpire lo spettatore, emozionandolo e mostrandogli qualcosa che lui possa riconoscere, comprendere e metabolizzare in tempi immediati. Il rapporto tra architettura e pubblicità di questi ultimi anni è molto forte. Tanto per cominciare in diversi spot è possibile riconoscere distintamente la figura dell’architetto. Riconosciamo l’architetto che,
gustandosi una brioche Kinder, si prende una pausa dal faticoso disegno che sta realizzando su un anacronistico tecnigrafo. Un altro architetto lo ritroviamo nella donna distinta che firma con Telecom il suo contratto di servizi telefonici aziendali, mentre fissa lo schermo di un computer con il sorriso soddisfatto dei vincenti nel rimirare il suo ultimo progetto. Quindi nell’immaginario collettivo c’è la figura del progettista, che spesso è un architetto. È considerato uomo di gusto e capace di vincere grazie alla forza delle sue idee e della sua creatività. Unica nota dolente di questi spot sono i disegni del progetto presenti al fianco di questi testimonial: un anonimo scatolone ravvivato solo da finestre e porticati fatti in serie.
Persino in uno degl’ultimi spot della Wind i comici Aldo, Giovanni e Giacomo sentono la necessità di chiedere una consulenza a “l’architetto Cazzuola”. Nella prima versione lo spot si concludeva
con la battuta: “Non è architetto, è geometra!”. Dopo la querela dell’Ordine dei Geometri. la battuta è diventata: “Altro che architetto, se non ha finito nemmeno la scuola materna!”.
Ma nella pubblicità odierna, l’immagine del “personaggio” che ama e crea la qualità non è semplicemente una figura idealizzata che vagamente ricorda un architetto. Spesso è
rappresentato in carne ed ossa dalle archistars. E così ritroviamo Norman Foster per gli spot degli orologi Rolex, Frank Gehry per i mobili Vitra, OMA per Prada, Michael Graves per il caffè
Millston e gli italiani Massimiliano Fuksas, per le automobili Renault, e Renzo Piano per la Lancia. Per capire quanto sia forte questo legame tra architetti e design di qualità nei luogi
comuni degli spot pubblicitari basti pensare che il NAI (Netherlands Architecture Institute) di Rotterdam nel maggio del 2005, ha realizzato una mostra proprio dedicata a questo
tema dal titolo “Ads & Architect. The architect as a marketing Tool” . Erano presenti 90 esempi di pubblicità, tra spot televisivi e campagne stampa, dove architetti e advertisers si
usavano reciprocamente per creare ed accrescere la propria immagine. Non ci resta che passare all’ immaginario architettonico-urbano rappresentato negli spot della tv italiana. Il lessico architettonico della città di New York, poi Parigi come sua antitesi, e a seguire esempi architettonici provenienti da Milano, Roma e Torino.
Il caos delle strade di New York e lo skyline dei suoi grattacieli sono ottimali per far luccicare la carrozzeria di qualsiasi auto, per rafforzare il fascino dell’ultima modella chiamata a reclamizzare un orologio, un gioiello o un profumo unisex. Ogni pezzo di quella città appartiene all’immaginario collettivo, forse più per merito del cinema e del fumetto supereroistico che della pubblicità.
New York è la città presente nei luoghi comuni del pianeta non solo con i suoi edifici lussuosi, ma anche con i suoi quartieri residenziali popolari, fatti di vicoli stretti, di scale antincendio arrugginite, di serbatoi dell’acqua sui tetti e di idranti ai bordi dei marciapiedi pronti ad esplodere alla prima occasione. E con l’immagine della metropolitana, spesso sede di spot per articoli tecnologici portatili: telefonini, e-book, mp3 e videogames. Gli ambienti sotterranei
mostrati sono sempre rivestiti da limpide piastrelle e illuminate da diversi colori.
Nelle pubblicità di quest’ultimo periodo New York non è solamente celebrata ma comincia ad essere vista in modo critico, confrontata con
spazi più semplici e meno caotici secondo una visione più intimista che negli spot sta prendendo sempre più piede. E così troviamo auto che scappano dal centro in tutta velocità, per poi perdersi in aperta campagna.
Parigi negli spot tv è la Tour Eiffel. Poi è anche un insieme di palazzi ottocenteschi con i tetti in rame costellati di romantici lucernai (preferibilmente ovali). E ancora dopo è una città fatta di vicoli pieni di tavolini dei Cafè des Artistes, di lampioni in ghisa, di panchine, aiuole e aree pedonali perfettamente pavimentate. Solo come ultima scelta troviamo la Gare du Nord, l’Operà, le Champ Elise, la Senna e Notre Dame. Un insieme di elementi evocativi di un atmosfera romantica che per Parigi è come una condanna. Abiti firmati e profumi sguazzano in questo tripudio di luoghi comuni del romanticismo.
In contrasto a tutto ciò troviamo, negli sfondi delle pubblicità delle automobili francesi, scorci de
La Defénse. Un fondale contemporaneo come Le Grande Arc è ottimale per inscatolare le curve sinuose delle utilitari francesi.
Potremmo chiederci in che modo i dettagli architettonici delle città come Parigi e New York mostrati nelle pubblicità possano influire sul comune senso della qualità urbana.
In un solo modo: rafforzando nell’immaginario collettivo il bisogno di una città con un grande potere iconico. Le nostre città non sono e non saranno mai Parigi o New York. Ma le loro immagini in tv ci ricordano che segni forti o facilmente riconoscibili sono elementi imprescindibili di una qualità (almeno visiva) condivisa. E’ su questo principio che si basano una serie di spot degli anni ’80 e ‘90 dal respiro nazionale dove per promuovere prodotti come i Mondiali di Calcio, la pasta Barilla, o la Coca-Cola, ritroviamo le nostre icone archittettoniche italiane più consolidate: il Duomo della Milano da bere, il Colosseo, il Cuppolone di San Pietro, la Torre di
Pisa, il campanile di Piazza San Marco a Venezia, sino ad arrivare con stupore alla Cattedrale di Trani. Tutte queste architetture sono fortemente riconoscibili e come tali nel paese dei luoghi comuni meritano un posto sul podio della qualità architettonica, senza dover aggiungere altro. Ma che accade quando i manufatti architettonici non sono altrettanto immediatamente
riconoscibili?
In questo caso si ripiega su ambientazioni molto lontane dallo standard urbano che il cittadino medio è abituato a percepire, e che hanno un fascino particolare tale da rafforzare l’immagine del
prodotto reclamizzato. Oppure troviamo singoli dettagli architettonici, di qualsiasi genere, tali che da soli riescono ad evocare un’idea di città necessaria a supportare la comunicazione del prodotto.
Nel primo caso facciamo l’esempio del quartiere romano disegnato da Gino Coppedè nei primi anni del ‘900 . Diverse case di produzione di spot pubblicitari riconoscono che gli scorci Art Nouveau di questo isolato urbano sono tra le migliori location per pubblicizzare prodotti di design. Sempre nel primo caso troviamo l’austero e metafisico EUR di Roma. Un intera campagna pubblicitaria della Tim, della Lancia si svolgevano in questo quartiere. La storia del set cinematografico stabile più grande d’Italia è narrata nel libro “Eur, si gira. Tra cinema, architettura, fiction e pubblicità la storia e l’immagine di un set unico al mondo”, curato da Laura Delli Colli ed edito dalla casa Lupetti. Nel secondo caso troviamo pezzi di città. Troviamo le ampie vetrate degli aeroporti come Linate, Malpensa, Fiumicino, London Stansted, New York JFK, per poter incorniciare un aereo che è sempre capace di evocare forti emozioni utili al messaggio pubblicitario. Nello spot delle uova pasquali Kinder troviamo uno stuolo di tetti con i coppi
rossi, che presto rivedremo ricostruiti in tutto l’Abruzzo terremotato al grido di “Com’era, dov’era!”. Troviamo nonni che parlano di dentiere, pensioni e prestiti, seduti su una panchina di un bellissimo parco verde e attrezzato (pezzi rari nelle nostre città!). Vediamo cassonetti lucidi per la raccolta differenziata che nascondo piccole macchine come la Smart, immense aree pedonali nelle più belle piazze italiane invase da gente sorridente che siede ai tavolini mentre
sorseggia uno spritz. Troviamo tappeti di casette all’americana con l’aiuola innanzi alla casa dove il padre di famiglia parcheggia l’auto. Troviamo alcuni distinti quartieri torinesi (palazzi edificati nell’arco della prima metà del ‘900 e non oltre) che sono le quinte sceniche della gran parte degli spot Vodafone. Sempre Vodafone ha pubblicizzato prodotti che regalavano il 30% di telefonate in più, ricorrendo all’immagine di un edificio ampliato nel suo volume in modo staticamente improbabile. Ma dov’è allora l’architettura contemporanea? Ce n’è poca e spesso si vede solo per merito di automobili. Veloci inquadrature dedicate a scorci prospettici di edifici delle archistars,
le stesse citate in precedenza. Tra i più quotati c’è Calatrava che con i suoi ponti aerodinamici stimola la fantasia di tutti i creativi dell’advertising. Una menzione particolare va allo spot di qualche anno fa sempre della Vodafone dove la modella Megan Gale pattinava sui tetti del Museo Guggenheim di Bilbao. Dopo questa, sicuramente incompleta carrellata, possiamo dire che
nell’immaginario collettivo, o nello scatolone dei luoghi comuni, un surrogato di qualità architettonica c’è! A volte rappresentata in modo distorto ma se non altro menzionata. Si può dire quindi che esiste una comune domanda di qualità urbana, pur non esternata con forza,
potenziale e mal formulata.
E allora perchè lasciare al caso? La pubblicità ha modificato i nostri comportamenti. In bene se
i messaggi e i prodotti pubblicizzati erano buoni, in male se il messaggio era diseducativo e ingannevole. Il regolamento deontologico dell’ Ordine degli Architetti vieta la realizzazione di spot a favore di uno o dell’altro professionista. Ma non vieta la possibilità di pubblicizzare l’architettura e il bisogno di qualità nelle nostre città.
E adesso permettetemi una provocazione: perché non chiedere al nostro Ordine Nazionale di pianificare una campagna a largo raggio tutta dedicata alla promozione della qualità urbana e architettonica? Forse solo dopo questa azione qualcuno potrebbe cominciare a pretenderla dalle amministrazioni, o a pagarla il giusto come si fa con un telefonino iperaccessoriato, o un SUV dell’ultima generazione.

Arte. Futurismo


SPAZI URBANI NELL'ARTE
LE RAFFIGURAZIONI DEGLI SPAZI URBANI NEL TRENTENNIO FUTURISTA
di Rosa Gorgoglione

“Agli artisti giovani d’Italia!
Il grido di ribellione che noi lanciamo esprime il violento desiderio
che ribolle oggi nelle vene di ogni artista creatore … Siano
sepolti i morti dalle più profonde viscere della terra! Sia sgombra
di mummie la soglia del Futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai
temerari!”
(dal Manifesto dei Pittori Futuristi, 1909)

Siamo agli inizi del ‘900, nell’Europa appena uscita dalla 1° Guerra Mondiale, l’intento maggiore è quello relativo alla ricostruzione ed alla riconversione industriale, scienza e tecnologia vivono
una stagione di crescita impetuosa, dalle campagne arriva nuova forza lavoro alle nuove industrie. Questa grande quantità di immigrati costringe la città a cambiare completamente il suo volto sia sul piano urbanistico che della composizione sociale, sorgono nuove periferie,
fa la sua comparsa il tram elettrico, nascono le scuole serali. Le città vivono una stagione di trasformazione e di crescita verso una dimensione metropolitana.
“Sento che voglio dipingere il nuovo, il frutto del nostro tempo industriale”. Così afferma Umberto Boccioni, uno dei massimi esponenti del Futurismo. L’arte non doveva essere più statica, distante dal reale, ma capace di assimilare nella sua essenza la vita intesa come pulsione vitale. I ritratti rassicuranti della borghesia posti in primo piano rispetto il paesaggio urbano -La signora Massimino e Autoritratto (1908) di Umberto Boccioni- cedono il passo alle rappresentazioni di un tessuto urbano e sociale dinamico, vorticoso, in pieno cambiamento.
Ed ecco che il movimento, la luce, la velocità, il volo degli aerei diventano oggetto delle ricerche espressive per i giovani artisti come Boccioni, Carrà, Balla, Severini, Russolo e Marinetti per i quali la città industriale diventa oggetto di interesse e di studio tanto da indurli a
sottoscrivere il “Manifesto del Futurismo” pubblicato sul quotidiano francese “Le Figarò” il 20 febbraio del 1909.
Il documento decretò la nascita del Futurismo proponendo una rinuncia totale del passato ed una nuova visione dell’esperienza umana “.. I pittori ci hanno sempre mostrato cose e persone poste
davanti a noi, noi vorremmo lo spettatore nel centro del quadro”.
Il quadro che più di tutti raffigura il risveglio di una moderna città industriale è La città che sale (1910) di Umberto Boccioni. Con questo dipinto l’autore si proponeva di “erigere un nuovo vibrante e dinamico altare alla vita moderna”, la metafora del progresso è evidente sia
nel titolo che nelle scene: sullo sfondo si coglie la visione di una periferia urbana in costruzione, nella parte superiore compaiono ciminiere e impalcature, il tutto fuso con gli operai al lavoro ed i
cavalli imbizzarriti. E’ la visione di un moto vorticoso inarrestabile, con linee-forza pluridirezionali sullo sfondo, il tutto coinvolto nella vorticosa crescita del cavallo imbizzarrito.
Boccioni mette così in risalto alcuni degli elementi più tipici del Futurismo, quali l’esaltazione del lavoro dell’uomo e l’importanza della città moderna plasmata sulle esigenze del nuovo concetto di uomo del futuro, sulla tela non è più rappresentato un istante di movimento ma il movimento stesso che coinvolge l’oggetto e lo spazio in cui esso si muove.
Un esempio di immersione totale del soggetto nelle forze vive della città lo troviamo sia in Visioni simultanee (1911) che ne La strada entra nella casa (1911) di Boccioni in cui una donna, affacciandosi al balcone, riceve l’impatto della vorticosa attività umana nella piazza sottostante. In ambedue i quadri gli oggetti si compenetrano, si sovrappongono, si intersecano. Diversa è l’immagine dell’uomo e dell’ambiente che lo circonda che dipinge Carlo Carrà in Stazione di Milano (1910-1911). Il quadro raffigura come palcoscenico della nuova cultura urbana, la stazione ferroviaria.
L’immagine dell’azione umana all’interno di una stazione, con la sua folla di viaggiatori dà l’impressione di una massa anonima e laboriosa: persone esauste per un’esistenza di lavoro. In lontananza si riconoscono alti edifici popolari, con il loro tetto rosso e la facciata semplice e chiara. Domina il centro del dipinto un treno che con la propria ombra scura avanza pesantemente sull’ambiente e sulle persone. La macchina sovrasta e schiaccia l’umanità, relegandola ai margini. Lo stesso Carrà, in Luci notturne (1911) racconta un contesto rituale di socialità urbana diametralmente opposto, nello spirito. All’ineluttabilità della solitudine urbana e alla fatalità del lavoro descritte con accenti espressionisti in Stazione di Milano, contrappone una folla riunita in
una piazza cittadina che sosta in un clima di festa e assiste, rapita, a uno spettacolo itinerante.
Carrà assegna un ruolo privilegiato alla luce: rispetto alla staticità della folla in contemplazione, i lampioni creano e sostengono dei giochi di luce centrifuga che offrono una certa spinta dinamica a una scena pressoché immobile, un’altra fonte luminosa del dipinto è costituita dagli edifici sullo sfondo che sollevati e brillanti, riempiono la parte superiore della tela.
Luigi Russolo ne La strada ferrata (1910), ricorrendo alla tecnica divisionista e ad una gamma cromatica ricca di improvvise dissonanze ritrae l’ambientazione tipica di una desolante periferia urbana fatta di edifici popolari, ferrovie che tagliano lo spazio abitato, ciminiere, fabbriche e fumi. E’ l’immagine tipica della periferia milanese all’inizio del secolo, la strada ferrata rappresenta il vettore di espansione della città, non c’è traccia umana ma se ne avverte la presenza attiva,
perché il lavoro è dentro le fabbriche, è accanto alle macchine, ed è incessante.
Gino Severini si è interessato molto alla velocità come valore in opposizione all’immobilità del contesto architettonico urbano. Tram in corsa (1913) fa parte di una serie di tre dedicate al tema del tram in movimento che si compenetra con le forme statiche della città. Lo spazio è sconvolto dall’impatto visivo della corsa del veicolo. Le due realtà del tram e della città sono frammentate e frammiste, creando l’insieme caotico entro cui i palazzi vengono risucchiati e inclinati a causa dell’effetto dinamico. Nello stesso periodo Mario Sironi si allontana dal futurismo, nei due quadri Paesaggio urbano (1915-1917) e Paesaggio urbano con tram (1920), non coglie più una scena in movimento ma raffigura una situazione di frontiera, in cui la città si confronta con il suo proliferare verso la periferia. Il paesaggio urbano non è rappresentato con gli elementi che testimoniano una rapida crescita ma è rappresentata una situazione di contrasto, Sironi evidenzia i poderosi volumi delle fabbriche e delle gigantesche ciminiere che si innalzano al cielo
contaminandolo con il loro fumo nero. In primo piano corre un tram al cui interno si intuisce la presenza umana, questi ultimi sono elementi minuscoli e insignificanti rispetto all’immane periferia industriale Il terzo ed ultimo decennio futurista vede l’affermarsi dell’aeropittura,
risultato del nuovo punto di vista che l’uomo era riuscito a perseguire grazie al volo aereo. La visione aerea cambia le modalità della percezione, costringe l’occhio a un approccio simultaneo. La veduta urbana dall’alto non si riferisce più all’approccio etico, capace di suggerire il posto dell’individuo all’interno della collettività urbana, l’uomo si crede ormai un essere icariano, che domina il mondo ed è destinato a viaggi interplanetari.
Nelle opere Studio per “A 300 km sulla città” (1930) e Paesaggio con tre arcobaleni visto dall’alto (Miracolo di luci volando) (1932) di Gerardo Dottori, la visione della città non è più quella degli scenari urbani ma di una città vista dall’alto, con le sue modifiche e le metamorfosi provocate, nel paesaggio rappresentato, dal movimento e dalla velocità di un aereo che lo sorvola.
I centri abitati sorvolati dal pilota vengono rappresentati come apparizioni fugaci e transitorie, dettagliate e mutevoli al tempo stesso, per rendere il parossismo della visione dinamica e simultanea concessa dalla velocità.
L’esperienza del volo diventa per Tato (Gugliemo Sansoni) occasione per sottolineare la continuità tra l’antico e il moderno, in Sorvolando in spirale il Colosseo (Spiralata) (1930) l’elevazione dell’aereo nei cieli finisce per dare rilievo all’elevazione architettonica del monumento.
La città di Milano, che con la sua aura di modernità mitteleuropea ha stimolato lo spirito futurista facendo da sfondo alla prima stagione del movimento, ha dedicato dal 6 Febbraio al 7 Giugno 2009 una mostra in occasione del centenario della nascita del Futurismo.
Le opere d’arte non solo trasmettono un piacere visivo, ma forniscono un prezioso aiuto alla comprensione della molteplice realtà che ci circonda, sembra quasi che i Futuristi siano tornati per vedere che fine ha fatto l’eredità che ci hanno lasciato, loro che volevano ridisegnare l’intero ambito dell’esperienza umana in una chiave inedita, ci spingono ad interrogarci sullo stato del nostro futuro.
La città è un organismo vivo, non costituito solo da edifici, ma da uomini. Le strade, le piazze, i palazzi sono il substrato su cui i cittadini costruiscono le loro relazioni sociali. Partendo dalla consapevolezza che la loro conformazione può rallentare o favorire lo sviluppo di tali
relazioni, ma non impedirle, diventa fondamentale la qualità degli spazi urbani che ci circondano per la “costruzione” della qualità dei rapporti e della nostra vita sociale.

Bibliografia
• Angelo d’Orsi «Il Futurismo tra cultura e politica. Reazione o rivoluzione?»,
Editore Salerno, Roma 2009;
• G. Lista «Futurismo. Velocità e dinamismo espressivo», Santarcangelo di
Romagna, KeyBook/Rusconi libri srl, 2002;
• G. Lista, A. Masoero, a cura di, «Futurismo 1909-2009. Velocità+Arte+Azione»,
Catalogo della mostra, Palazzo Reale, Skira, Milano 2009.

Eventi. Mario Botta a Copertino


PROBLEMI APERTI... DELL'ARCHITETTURA CONTEMPORANEA
MARIO BOTTA: ARCHITETTURA E SPAZI URBANI COME MEMORIA COLLETTIVA


di Anna Esilia Gigante


Sullo sfondo delle mura della sala angioina del castello di Copertino, l’architetto Mario Botta (Accademia di Architettura di Mendrisio – Università della Svizzera Italiana) presentato
dal Prof. Fabio Minazzi (Università degli Studi dell’Insubria), ha fatto scorrere le immagini di alcune delle sue più importanti realizzazioni, tra cui: Biblioteca Municipale a Dortmund, Germania; Galleria d’arte contemporanea Watari-Um a Tokyo, Giappone; Chiesa Beato Giovanni XXIII a Seriate, Italia; nuova parrocchia del Santo Volto a Torino, Italia; Cantina Petra a Suvereto, Italia; Torre Kyobo a Seoul, Corea del Sud.
La conferenza è stata organizzata il 4 maggio 2009 dalla Città di Copertino all’interno di Intellégo (problemi aperti del pensiero contemporaneo - VIII ciclo), una rassegna di incontri culturali
patrocinata da Unione dei Comuni Union 3, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Università del Salento, Regione Puglia, Provincia di Lecce, Istituto “G. Comi” di Tricase e Istituto “E. Medi” di Galatone.
Non si riesce a restare indifferenti davanti alle architetture di Mario Botta e, ancora meno, dalla sua capacità di raccontarle o, meglio, di raccontare dell’Architettura, quella con la “A” maiuscola che tocca i punti cruciali del nostro vivere e del nostro relazionarci con il mondo e con gli altri. In effetti, l’architetto afferma subito, senza mezzi termini, che dei vari aspetti dell’architettura, lui vuole affrontare quello più intimo: “la vocazione ad essere espressione della cultura del tempo
in cui si colloca”. L’architettura è il riflesso della storia al di là della forza espressiva del singolo architetto, a cui si deve riconoscere un proprio linguaggio. L’architettura, per Botta, è quindi espressione formale del tempo, traduzione in “segno” dell’economia e della tecnologia ma, soprattutto, dell’organizzazione sociale, ed è atto che trasforma il paesaggio: mettere una pietra sul suolo significa passare da una condizione di natura ad una condizione artificiale.
Il segno architettonico, indipendentemente dalla funzione a cui risponde, è, in definitiva, atto di cultura! E questo atto, continua Botta, non è neutro “l’architettura è per la città o contro la città;
si costruisce per la città se si consolidano i valori collettivi e la dimensione collettiva e il fatto architettonico diventa tassello per la realizzazione di un territorio più ampio; si costruisce contro se ogni elemento ha una sua autonomia ed è slegato dal contesto”. L’organismo architettonico
così inserito nel territorio, diventa parte della memoria collettiva: ciò che lega con un filo
rosso l’architettura attraverso il tempo e lo spazio, è la sua carica simbolica, cioè il segno
che parla e viene riconosciuto e letto come icona; ad esempio un museo non è solo una somma di spazi vuoti pronti ad accogliere opere d’arte, ma diventa parte integrante dell’immagine di una città e della sua storia ed entra così inconsapevolmente nella storia di tutti i suoi cittadini.
La relazione, percorrendo e indagando il contesto territoriale/paesaggistico, è approdata su un suolo più labile e soggetttivo: la filosofia. Il salto è stato semplice ma non immediato.
L’architettura è per l’Uomo: non solo per colui che ne usufruisce direttamente, ma anche per
chi riconoscendola, ricorda! L’uomo vive di emozioni, ha bisogno di affermare la propria identità e tutto ciò è strettamente legato con il “ricordo” e con l’appartenenza ad un territorio piuttosto che ad un altro e alla sua “memoria”. “L’uomo è uno storico dipendente: esisto perché mi ricordo! Se non avessi la memoria non esisterei”.
Immagine, simmetria, segno collettivo: l’architettura ha un valore iconico imprescindibile. Primo compito per noi è non dimenticare il bisogno ancestrale dell’uomo di possedere una memoria. Siamo chiamati a ragionare sugli aspetti funzionali e tecnologici del fare architettura ma anche “a porsi domande sulla riconoscibilità, sul significato e sulla memoria di uno spazio: queste le vere scommesse sulle quali siamo chiamati ad agire!” perché se riconosci ti orienti e questo ti rassicura, e se sei sicuro vivi meglio; non a caso si preferisce la qualità degli spazi e della vivibilità dei centri storici piuttosto che delle periferie, “le città dei morti piuttosto che le città nuove”. La qualità di un fatto architettonico dipende quindi da altri fattori oltre le funzioni e le tecnologie utilizzate: “l’architettura è come un dono offerto e la sua qualità non è nell’impianto o nel volume
ma nelle relazioni spaziali che si stabiliscono fra questo volume e l’intorno e nella sua capacità di suscitare un’emozione”. Oggi siamo scontenti della nostra architettura e anche se la qualità di un intervento non è valutabile in termini tecnici, possiamo affermare che le nostre città non soddisfano più i nostri veri bisogni: comunicare, emozionarci, relazionarci. “Con l’architettura non possiamo cambiare il mondo ma possiamo cambiare l’architettura, cioè possiamo dare il nostro contributo e far sì che ci sia un po’ più di gioia di vivere attraverso la qualità degli spazi”. Sono gli spazi collettivi quelli che l’architetto Botta, ha sottolineato più volte, mancano nelle città di oggi. Che lo spazio, il vuoto sia il protagonista dell’architettura, a pensarci bene, è in fondo anche naturale: perché l’architettura non è solo arte, non è solo immagine di vita storica o di vita vissuta da noi e da altri; è anche e soprattutto l’ambiente, la scena ove la nostra vita si svolge. (Bruno Zevi: Saper vedere l’architettura).
La mancanza di qualità nelle nostre periferie urbane e nel nostro fare architettura, forse è dipesa dall’ansia di aver voluto cercare risposte a domande imposte dal mercato, dal numero crescente
di abitanti e dall’economia più che dal nostro modo di vivere. Sono i bisogni primordiali dell’uomo che sono passati in secondo piano lasciando emergere solo quelli legati alla tecnologia. Dovremmo invertire la tendenza e creare più luoghi di incontro che luoghi “funzionali” e provare a “sollevare
domande più che trovare risposte!”. Non a caso l’architetto Botta, raccontando della sua scuola,
sottolinea il ruolo fondamentale che giocano le discipline umanistiche nella formazione di un
professionista e della sua capacità di allenare il pensiero e il ragionamento. La conclusione
potrebbe spontaneamente sfociare in una semplice uguaglianza: qualità dell’architettura = qualità del pensare l’architettura! Non posso non aggiungere (senza esimermi da un “mea culpa”) che la traduzione di un pensiero sull’Architettura, per quanto “alto” possa essere, non sempre corrisponde all’Architettura…e mi viene in mente che, forse, aveva ragione Louis I. Khan: L’Architettura non esiste. Esiste solo l’opera di un architetto.

Interventi. Giovanni M. Tridico


REALISMI E RAZIONALISMI

di Giovanni Massimo Tridico




A circa trent’anni dalla scomparsa sia di Anna Magnani che di Vittorio De Sica è doveroso un omaggio ideale al padre del cinema Italiano. Fu come “regista galantuomo” che Vittorio De
Sica si distinse , nel dopo guerra , a partire dal film “Ladri di biciclette” del 1948 . La pellicola, ben interpretata dal garagista Lamberto Maggiorani e dal piccolo Enzo Staiola (il quale sarà commovente interprete del film “Il Ferroviere” diretto da Pietro Germi), fece subito discutere. L’opera, girata in rigoroso bianco e nero (visti i modestissimi mezzi economici a disposizione della produzione) , fece scalpore sia per i contenuti che per i pochi incassi ai botteghini. Il film, negli
anni dopo la seconda guerra mondiale , fu frettolosamente criticato e superficialmente censurato anche dal mondo politico. Infatti , per la Democrazia Cristiana dell’epoca, il “Neorealismo” dei vari registi Roberto Rossellini (“Roma città aperta” e “Paisà”), Luchino Visconti (“La terra trema”), Pier Paolo Pasolini (“Accattone” e il “Vangelo secondo Matteo”), Fellini (“La strada”) e Vittorio De Sica ( il quale suscitò ancora più scandalo con le pellicole “Sciuscià” ed “Umberto
D.”), cominciava a diventare scomodo e fastidioso. Basti pensare che in seguito all’uscita del film “Ladri di biciclette” , intervenne persino l’Onorevole Giulio Andreotti (già sottosegretario al Ministero della Cultura all’epoca della inaugurazione di “Cinecittà in Roma”) tramite una “sottile e sibillina” missiva con la quale si criticava l’operato del regista Vittorio De Sica e lo si invitava “garbatamente” a “lavare i panni sporchi in casa” astenendosi dall’esportare il film all’estero.
Comunque, a parte la censura politica democristiana, il nuovo linguaggio cinematografico del “Neorealismo” (che trasmetteva immagini di vita quotidiana : dove i registi “giravano” le loro storie fuori dai teatri di posa, in mezzo alla gente, nelle città e nelle campagne che portavano ancora i segni indelebili della seconda guerra mondiale e che spesso si avvalevano di attori
non professionisti) seppe svilupparsi “con successo” anche fuori dall’Italia. Negli anni sessanta, dopo anni di carestia e di scarso successo, De Sica riuscì al fine a trionfare con i premiati film “La ciociara” (film desunto dal romanzo di Alberto Moravia , dove Sofia Loren vinse l’oscar come migliore attrice ) ed “Il giardino dei Finzi- Contini” (pellicola tratta dal famoso romanzo di
Giorgio Bassani dove si narrano con coraggio le alterne vicende di una agiata famiglia ebrea
di Ferrara , la quale viene sconvolta dagli orrori delle leggi razziali volute dal Fascismo del Duce Mussolini).
In campo artistico il movimento che accomunò spiritualmente scrittori, pittori e registi , fu il “Realismo sociale”che maturò nel clima drammatico del post-seconda guerra mondiale e che si realizzò nel periodo storico immediatamente seguente la conclusione del conflitto bellico. In questo periodo emerge la forte personalità del siciliano Renato Guttuso (1912-1987) . L’artista, come De Sica e gli altri registi Neorealisti, fu autore di grandi opere pittoriche –dal contenuto
narrativo e sociale – che fecero subito molto scandalo suscitando un vespaio di polemiche : “L’eruzione dell’Etna” , “L’occupazione delle terre” e “Crocifissione” giusto per citarne alcune. Nonostante la spiccata bravura tecnica, dal segno vigoroso e dai colori intensi (come le ferite della popolazione civile che innocentemente era rimasta vittima dei sogni allucinanti del regime Fascista), con accenti pittorici che richiamavano la sintesi cubista del famoso Pablo Picasso. Persino lo scultore “Leoncillo” , con una immagine plastica in terracotta policroma di una donna uccisa dai nazisti, probabilmente ispirata ad un fatto di cronaca a cui l’artista aveva assistito, preannuncia il “Realismo drammatico” di Roberto Rossellini (amante dell’attrice Anna Magnani della quale nel 2009 si celebra il centenario dalla nascita) il quale girerà i suoi primi film (pellicole-documentari sulla guerra del mare: “Uomini sul fondo” ed “Alfa tau”) , in collaborazione con il “Comandante” della M.M. Francesco De Robertis, persino nei capannoni della ex Stazione Torpediniere nell’Arsenale di Taranto. In campo architettonico, invece, a partire gia dal 1930, assistiamo agli anni del “Razionalismo.” Come dimenticare le opere del “Gruppo 7” ed il Movimento italiano per l’architettura razionale (MIAR). Sono gli anni di Giovanni Michelucci (Stazione di Santa Maria Novella, 1933-35 Firenze) ed anche dell’Arch. Marcello Piacentini e della “città Universitaria” . Per gli edifici universitari vengono selezionati, dal Piacentini, alcuni tra i maggiori architetti italiani dell’epoca: Giuseppe Pagano (1896-1945) direttore della rivista “Casabella”, per l’Istituto di Fisica, Pietro Aschieri (1889-1952), romano, e per quello di Chimica, Giò Ponti (1897-1979) milanese - direttore della rivista “Domus” ed
autore ispirato della Concattedrale di Taranto. Un’opera questa, progettata a cavallo degli anni ’70 voluta dall’Arcivescovo Guglielmo Motolese , si caratterizza per un verticalismo di modello gotico e per un bianco candore della “Vela” e delle facciate esterne (“Era come se il mondo stesso, scrollandosi di dosso la sua vecchiezza, si rivestisse d’un bianco mantello di cattedrali” –citazione di Rodolfo il Glabro , monaco e cronista dell’XI secolo) . Essenzialmente la “Vela”, come cita il critico Luigi Moretti, è una facciata sul cielo. A questo proposito lo stesso Ponti dice: “Ho pensato: due facciate. Una, la minore, salendo la scalinata, con le porte per accedere alla chiesa. L’altra , la maggiore, accessibile solo allo sguardo e al vento: una facciata “per l’aria”, con ottanta finestre aperte sull’immenso, che è la dimensione del mistero”.



Bibliografia essenziale:
“Cinema sul fondo” del CSC, Centro studi cinematografici di Roma, di Cosimo
Battista e Massimo Causo, Provincia di Taranto, Ass. alla Programmazione
Culturale;
“Storia dell’Arte Italiana”, di Carlo Bertelli, Giuliano Briganti e Antonio Giuliano,
Electa -Mondatori, 1992;
“Grandi Peccatori, grandi Cattedrali”, di Cesare Marchi, Rizzoli, Milano 1987;
“Giò Ponti, l’opera”, di Lisa Licitra Ponti, Leonardo Editore, Milano 1990.

Interventi. Nunzio Leone


LA SICUREZZA NEI CANTIERI EDILI


LO SVILUPPO DELLA CULTURA DELLA SICUREZZA ATTRAVERSO L'AGGIORNAMENTO PROFESSIONALE



di Nunzio Leone


Anche quest’anno in occasione della celebrazione della Festa del Lavoro, il primo maggio 2009 al Quirinale, il Presidente della Repubblica ha voluto sottolineare i temi del valore del lavoro, della tutela del lavoro, dei diritti del lavoro e tra essi, la garanzia della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Questo tema era stato il tema conduttore della Festa del 1° maggio 2008, davvero all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del d.lgs. 81/08, il Testo Unico) e tale tema non scompare nel contesto odierno perché, anche se il dato delle morti bianche è sceso nel 2008, sotto la soglia dei 1.200 casi l’anno, ed è un segnale positivo ma non ancora sufficiente, tuttavia il fenomeno degli incidenti sul lavoro continua ad essere un fatto “dolorosissimo e inquietante”.
Ma l’inquilino del più alto colle della città eterna ha dato voce ad una riflessione strisciante, quella in virtù della quale la sicurezza del lavoro può abbassare la guardia e si corre il rischio di vedere una riduzione della tutele e una sottovalutazione del fenomeno infortunistico a causa delle difficoltà della crisi economica che spinge l’ economia e i datori di lavoro committenti a ricorrere più facilmente al “sommerso” e comunque al lavoro irregolare, in special modo all’impiego illegale
di immigrati.
Ecco perché tutte le iniziative di diffusione della cultura della prevenzione e della formazione al ruolo sono da salutare con attenzione ed apprezzamento.
L’Ordine degli Architetti di Taranto ha promosso l’aggiornamento professionale delle figure del coordinatore per la sicurezza in fase di progettazione e di esecuzione dei lavori.
Non v’è dubbio infatti che le figure coinvolte nell’organizzazione della sicurezza e nel sistema di prevenzione protezione aziendale devono formarsi e tale obbligo si estende anche alle attività di refresh o di aggiornamento.
In tale contesto, il TUS (il Testo Unico della Sicurezza,) ha recato, nel nostro ordinamento la novità, che però sia gli RSPP che gli ASPP conoscevano dall’accordo Stato – Regioni del 2006, stipulato in attuazione del d.lgs. 195/03.
La novità risiede da un lato nella verifica dell’apprendimento del percorso formativo (il corso della durata di 120 ore), nonché dell’obbligo di aggiornamento per i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori nei cantieri temporanei o mobili.
Tale aggiornamento conosce una cadenza quinquennale ed un numero di ore, che vengono distribuite nell’arco del quinquennio e vengono definite, nell’Allegato IV del TUS in 40 ore, quinquennio che decorre dall’entrata in vigore del dlgs. 81/08, vale a dire il 15
maggio 2008 e quindi fino al 15 maggio 20013.
Sono sorti dei problemi circa la decorrenza del predetto obbligo di aggiornamento e sulle modalità attraverso le quali assicurare il corretto svolgimento dell’attività formativa ed in modo particolare se l’attività formativa debba essere diluita in un numero di ore per anno, ovvero in un’unica soluzione di 40 ore che “spalmeranno” la loro validità sull’intero quinquennio.
In realtà l’allegato XIV del TUS, ha rimodulato i contenuti minimi del corso di formazione per i coordinatori per la progettazione e per l’esecuzione dei lavori ed ha previsto per le stesse figure
professionali, già formate, un aggiornamento specifico, definendo
la cadenza quinquennale e il numero di ore complessive, pari a 40, senza specificare i dettagli circa il contenuto dell’aggiornamento, ovvero fornire ulteriori indicazioni circa le modalità di organizzazione dei corsi, omettendo di individuare i soggetti idonei a deliberare sull’argomento ovvero i soggetti legittimati ad erogare l’attività formativa di aggiornamento.
In qualche maniera siamo ritornati all’esperienza del d.lgs.195 del 2003, emanato a seguito della sanzione irrogata dalla Corte di Giustizia europea al nostro paese per insufficiente recepimento della direttiva madre, all’art. 7, quello relativo alla individuazione delle capacità e dei requisiti professionali degli RSPP ed ASPP. Ma il 195 individuava nella Conferenza Stato - Regioni l’idonea
sede decisionale in grado di assicurare adeguati indirizzi circa le modalità ed ai contenuti dei corsi di aggiornamento rivolti alle figura professionali del servizio di prevenzione e protezione.
Ebbene la Conferenza Stato-Regioni, con deprecabile ritardo, aveva sancito due Accordi in tema, rispettivamente nel gennaio e nell’ottobre del 2006.
Circa i corsi di aggiornamento, l’intesa del gennaio definiva, al punto 3, i contenuti e la durata di tale attività, fissando in 40 o 60 ore per i RSPP, con la variabile del macrosettore Ateco, , e in 28 per gli ASPP. L’accordo statuiva, altresì la possibilità della FAD per l’aggiornamento, mentre l’accordo dell’ottobre annotava che la decorrenza del quinquennio di aggiornamento, era fissata dalla data di conseguimento della laurea triennale e/o della data di conclusione del modulo B e/o
dalla data di conclusione dell’aggiornamento previsto per coloro che possono fruire dell’esonero.
Quanto ai soggetti formatori autorizzati allo svolgimento dei corsi di aggiornamento, si ribadiva che erano gli stessi autorizzati ed indicati dall’art. 2, comma 3, del D. Lgs. 195/03 e al punto 4 dell’Accordo (del 26 gennaio 2006).
L’accordo definiva altresì che il monte ore complessivo di aggiornamento può essere distribuito nel quinquennio. A queste norme dovrà rimenarsi in attesa che, sulla questione dell’aggiornamento dei coordinatori introdotto dall’allegato XIV, si formi idonea regolamentazione in sede di Conferenza Stato-Regioni.
Dovranno essere considerati diversi parametri quali l’esonero dalla formazione base, in ossequio a quanto statuito nell’art. 32 e la circostanza, abbastanza diffusa nel settore, che operano professionisti che hanno frequentato tale corso di formazione, quando la direttiva cantieri vide la luce (ed è trascorso oltre un decennio) e esistono ancora, il TUS ha escluso quest’ipotesi, di soggetti che hanno frequentato, in verità nella nostra realtà il dato è sconosciuto, il corso
o di durata ridotta di 60 ore.
È intuitivo se non auspicabile che i criteri già sperimentati per gli RSPP verranno estesi ai coordinatori e che le ore dovranno essere distribuite nel quinquennio.
Si dovrà specificare l’efficacia della FAD, che appare sconsigliabile per i coordinatori, sui soggetti che possono allestire le attività, le modalità di svolgimento, la presenza minima garantita, il numero massimo dei partecipanti.
È legittimo, se non quasi un percorso obbligato, ritenere che si opererà in analogia con gli accordi del 2006.
Le numerose edizioni dei corsi si sono svolte nella sede dell’Ordine tarantino e durante quest’attività formativa sono stati passati in rassegna gli elementi di novità e le criticità sorte con l’abrogazione della direttiva cantieri e con la trasposizioni delle norme in tema di sicurezza nel cantiere edile, ovvero temporanei e mobili nel Titolo IV del TUS.
La partecipazione degli architetti tarantini à stata ampia e l’interesse notevole, nella diffusa
consapevolezza che i tecnici e i professionisti sono i principali partners della sicurezza nel sistema di sicurezza e salute nei luoghi di lavoro, a partire dal cantiere edile.
Durante l’attività di formazione e di aggiornamento sono stati approfonditi i profili dei soggetti
coinvolti, i livelli di responsabilità, le diverse forme di sanzioni, penali ed amministrative, ma tutto il percorso formativo è stato orientato ad una nuova presa in carico del fenomeno infortunistico, sia nel senso di costo sociale sia nel senso di costi per l’impresa.
Si è fatto strada la valenza della formazione e del processo educativo che deve permeare il rapporto di lavoro, a partire dal contratto d’appalto, ma anche gli esempi e le sanzioni per modificare abitudini e comportamenti.
Un giusto mix di norme giuridiche e di modelli comportamentali. Così si lavora per la crescita culturale e per quella professionale che è il nuovo viatico per un paese moderno e civile.
Chi salva una vita salva l’umanità, recitava un antico proverbio popolare.
È proprio il caso di dire che è vero, ma per raggiungere quest’obiettivo c’è da sviluppare cultura
della sicurezza, della prevenzione e della legalità., un trittico davvero vincente.

Report delle attività

REPORT DELLE ATTIVITA'
RIEPILOGO DEI PRINCIPALI EVENTI RIGUARDANTI L'ORDINE


a cura del Consiglio dell'Ordine



Cari colleghi, siamo ormai arrivati al termine del nostro mandato, e abbiamo ritenuto doveroso informare con un report finale, suddiviso in annualità, sul sintetico operato del Consiglio: una varietà di iniziative realizzate con l’indispensabile sostegno degli iscritti che hanno collaborato alla crescita professionale dell’Ordine.
Al rinnovo delle sue cariche nell’ottobre del 2005, il Consiglio ha voluto intraprendere un percorso di dialogo con il territorio, aderendo, così, alla tendenza internazionale per la creazione di una rete democratica urbana, con lo scopo di raccogliere e divulgare messaggi sulla figura dell’architetto e sull’esercizio della sua professione. Una nuova sede, non a caso ubicata accanto alla prestigiosa opera di Gio Ponti, ha ospitato i nostri incontri, reso possibile una serie di attività, grazie alle avanzate attrezzature tecnologiche e agli arredi di qualità e design di cui è stata dotata. Dedicando professionalità e tempo a questo mandato, abbiamo tentato di mantenere fede al programma elettorale e il lavoro, sino ad ora prodotto, è soprattutto il risultato di un direttivo dinamico che ha basato il proprio operato sull’affidamento di deleghe interne ed esterne al Consiglio, un fatto di assoluta novità e democrazia. Attraverso la struttura dei Dipartimenti, si è tentato di suscitare l’interesse e la partecipazione attiva dell’intera società civile, cercando il confronto con gli altri ordini professionali, le associazioni di categoria e le pubbliche amministrazioni, superando la settorialità, convergendo gli interessi e rivelando inaspettate sinergie utili all’intera comunità. Il trovato riscontro dei professionisti di questo territorio e di tutti coloro che si sono lasciati coinvolgere è stato per i più giovani un esempio di solidarietà, comprensione e stima reciproca, consentendo il confronto delle idee, la condivisione delle esperienze e dei saperi, l’ampliamento delle conoscenze. Inoltre si è voluto porre l’attenzione
sull’importanza della formazione e dell’aggiornamento professionale, quali strumenti imprescindibili per lo svolgimento della professione, supportata ormai dai nuovi mezzi informatici e dal sistema di rete telematica. Lo spirito di condivisione, il confronto tra colleghi, il dialogo con le istituzioni, sono semplicemente il punto di partenza dal quale, ci auspichiamo, il prossimo organo direttivo predisponga, in uno spirito di continuità, le future attività.


Il Presidente e il Consiglio



2005
Novembre. Incontri itineranti con gli Iscritti della provincia tarantina presso i principali comuni di Castellaneta, Grottaglie, Manduria, Martina Franca e Taranto per presentare il
Documento Programmatico del nuovo Consiglio.
Dicembre.Convegno Comunicare l’Architettura - 30 anni - Continuità e Nuove Prospettive dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Taranto per comunicare la valenza
trentennale dell’Ordine, il ruolo istituzionale, la presenza dei suoi numerosi iscritti. Un riconoscimento ai trentanni di presenza a Taranto dell’eccellente opera di Gio Ponti, la
Concattedrale, e ai primi Iscritti all’Ordine della provincia ionica (1975). Ospiti esterni: Lisa e Giulio Ponti.


2006
Gennaio. Redazione Documento contenente “Osservazioni e Proposte” Definizione del Documento Strategico della Regione Puglia per il periodo 2007/2013 – Forum “Sviluppo Urbano Sostenibile”, formulato congiuntamente ad ANCE Taranto, Confindustria Taranto, Ordine degli Ingegneri e Collegio dei Geometri della Provincia di Taranto.
Collaborazione alla verifica e alla redazione del Bando di Concorso per la riqualificazione dell’area antistante il Palazzo Marchesale sito nel comune di Montemesola.
17 febbraio. Avvio Incontri del Tavolo Tecnico sulla Sicurezza coordinati dalla Scuola Edile di Taranto.
13 febbraio. Incontro istituzionale presso la Provincia di Taranto per l’approvazione del Piano di Assetto Idrogeologico. Aspetti gestionali e normativi.
21 febbraio. Incontro degli Iscritti con il collega Giovanni Narracci, consulente dell’Assessorato di Programmazione e Assetto del Territorio della provincia di Taranto per illustrare le fasi
di costituzione e di gestione della banca dati del SIT e del PTCP.
2 marzo. Partecipazione al Convegno di Studio sulla Pianificazione Comunale Sostenibile organizzato dal Comune di Palagianello.
3 marzo. Patrocinio per il Convegno La Certificazione Energetica degli Edifici: la proposta del serramento in PVC, organizzato da NURITH e con la partecipazione del Centro di
Informazione sul PVC.
15 marzo. Contributo tecnico per il Forum organizzato da Confindustria sulla Progettazione Sostenibile.
06 aprile. Presentazione Proposta alla Soprintendenza Archeologica della Puglia di un Piano di Valorizzazione dei Beni Culturali nell’ambito del D.L.22/01/2004.
20 aprile. Contributo di idee sul Piano Energetico Ambientale Regionale – P.E.A.R. Puglia.
12 maggio. Patrocinio per il Corso di aggiornamento Progettare Edifici Ecosostenibili, organizzato con la partecipazione di NURITH e POLIBEK.
15 maggio. Incontro degli Iscritti per la conoscenza diretta e documentata del Piano di Assetto Idrogeologico.
27 maggio. Presentazione agli Iscritti del Piano Regolatore del Porto a cura dell’ing. Domenico Daraio (Responsabile del Procedimento) e del collega Sergio Scarcia (Affidatario del
Servizio).
21 maggio. Patrocinio al Convegno Metodo e Qualità nella Programmazione Urbanistica organizzato dalla associazione temporanea Architetti di Martina, con la partecipazione dell’arch.
tti Francesca Calace e Giulio Ponti .
15 maggio. Patrocinio e collaborazione con la VESTAS all’organizzazione del Convegno Lo Sviluppo delle Energie Rinnovabili – un’opportunità per la Puglia.
25 maggio. Accordo di collaborazione tra il Comune di Martina Franca (Settore Urbanistico), gli Ordini degli Architetti P.P.C., degli Ingegneri e dei Dottori Agronomi e Forestali, i Collegi
dei Geometri e dei Periti Agrari e Periti Laureati della Provincia di Taranto, per la semplificazione dei procedimenti edilizi.
26 maggio. Illustrazione delle caratteristiche del servizio di Posta Elettronica Certificata dai responsabili della W-ENTERPRISE
29 giugno. Patrocinio al Seminario sul tema Pietre Naturali e Materiali alternativi organizzato da Confindustria Taranto
8 giugno. Serata Giordana, Evento culturale estivo per la diffusione di messaggi di architettura mondiale, con la partecipazione del collega giordano Ibrahim Badran.
9 giugno Avvio Corso per Consulenti Tecnici d’Ufficio e di Parte con la collaborazione di UNIVERSAL MASTER.
22 giugno. Inaugurazione della Nuova Sede dell’Ordine e presentazione del progetto Sicurinstrada organizzato dalla VIBROTEK.
13 settembre. visita guidata all’Isola di San Paolo, con gli intervento della dott.ssa M.A. Gorgoglione (Soprintendenza per i beni Archeologici della Puglia), arch. A. Ressa (Soprintendenza ai BB. AA. PSAE. prov. di Lecce–Brindisi–Taranto), Comandante G. Bartolacci (Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli Onlus), prof. G. D’Onghia (Dipartimento
di Zoologia – Università degli Studi di Bari), prof. G. Mastronuzzi (Dipartimento di Geologia e Geofisica - Università degli Studi di Bari), Dott. F. Rubino ( C.N.R.-I.A.M.C.
Talassografico “A.Cerruti” di Taranto), prof. M. Scionti (Politecnico di Bari), prof. P. Medagli (Dipartimento Biologia Università degli Studi di Lecce), arch. Luigi Costantini e
arch. Egidio Patarino.
28 settembre. Patrocinio per il Master di Illuminotecnica a cura dell’associazione CIELOBUIO.
30 settembre. Incontro degli Iscritti con il Senatore Battafarano, responsabile della Segreteria Tecnica del Ministero del Lavoro, per discutere sul Futuro della Professioni Liberali alla luce
delle indicazioni contenute nel Decreto Bersani.
3 ottobre. Avvio incontri degli Iscritti con il collega Angelo Galli, delegato INARCASSA, per affrontare le problematiche relative alle pratiche previdenziali.
6 ottobre. Patrocinio per il corso di formazione Gli Edifici a Energia zero – Costruire con EPS per il Rispetto dell’Ambiente, organizzato dall’Associazione Italiana Poliestere Espanso.
9 ottobre. Accordo di collaborazione tra il Comune di Taranto (Direzione e Gestione Amministrativa Risorse Territoriali e Ambientali, Area Specialistica Urbanistica-Edilizia), gli Ordini degli Architetti P.P.C., degli Ingegneri, i Collegi dei Geometri e dei Periti Industriali della Provincia di Taranto e l’Ordine dei Geologi della Regione Puglia, per migliorare il
funzionamento del SUE (Sportello Unico per l’Edilizia).
19 ottobre. Osservazioni allo schema di disegno di legge relativo alla Riforma dell’Ordinamento delle Professioni Intellettuali presentato dal Consiglio Nazionale degli Architetti.
26 ottobre. Incontro degli Iscritti con l’arch. Nicola Ruccia, esperto in Risorse Comunitarie del Comune di Taranto, per anticipare le modalità di utilizzo dei finanziamenti POR 2007-13.
28 ottobre. Incontro degli Iscritti con il collega Terenzio Lo Martire, presidente della associazione culturale “Comunità Puglia/Basilicata”, sulle Nuove Tecniche di Sviluppo Sostenibile del Territorio.
Ottobre-Novembre. Costituzione C.O.V.I.C. COmitato promotore per la tutela, Valorizzazione e salvaguardia delle Isole Cheradi, coordinato dal Dipartimento Politiche Ambientali costituito
da: Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli Onlus, Associazione Nave Museo Vittorio Veneto, C.N.R., CRSEC, Università degli Studi di Bari, Politecnico di Bari, Università degli Studi di Lecce, Soprintendenza per i Beni Archeologici della Puglia,Soprintendenza ai BB. AA. PSAE. prov. di Lecce – Brindisi – Taranto.
10 novembre. Adesione alla manifestazione di sensibilizzazione cittadina Taranto Rinasce organizzata dal Comitato Taranto, 18 Ottobre, per sollecitare Regione, Governo e Imprese ad
affrontare l’emergenza finanziaria determinata dal dissesto comunale.
6 novembre. Rinnovo adesione ai Progetti Formativi POR Puglia 2000-06 organizzati dall’Ente di Istruzione Professionale ENAIP Puglia.
30 novembre. Incontro del Consiglio con tutti gli Iscritti e i Rappresentanti d’area dei Comuni di Crispiano, Martina Franca, Monteiasi e Statte, presso Palazzo Ruggieri di Martina Franca.
15/17 dicembre. Patrocinio al Salone dell’Edilizia e delle Energie Alternative EDILPRO 2006 di Galatina (LE)
2007
17 gennaio. Richiesta della storica Torre D’Ayala quale Nuova Sede dell’Ordine Architetti congiuntamente all’Ordine degli Ingegneri e al Collegio dei Geometri della Provincia di Taranto
Gennaio-Febbraio. Partecipazione alle Giornate della Condivisione dei Programmi Integrati di Riqualificazione delle Periferie organizzati dai comuni di Faggiano, Monteparano, Monteiasi, Statte e Taranto.
Istituzione di una Commissioni Temporanea per l’Aggiornamento Elenco Prezzi della Regione Puglia sulle opere di restauro, coordinata dal Segretario su delega del Consiglio
22 genn/4febb. Patrocinio al Seminario Ai Margini 2007 relativo all’ applicazione dell’Architettura Ecosostenibile al Sud a cura del collega Bernardo D’Ippolito responsabile di KINO WORKSHOP.
27 febbraio. Avvio Incontri con gli Iscritti di approfondimento tematico sulla Pianificazione Strategica di Territoriale 2007-13.
6 marzo. Adesione al Premio Nazionale di Idee Architettura Cultura e Sport.
28 marzo. Patrocinio all’Incontro Tecnico Acustica e Antincendio organizzato da ERACLIT.
18 aprile. Incontro del Consiglio con gli Iscritti e i Rappresentanti d’Area dei comuni di Castellaneta, Ginosa, Laterza, Massafra, Mottola, Palagianello e Palagiano presso il Palazzo
Vescovile di Castellaneta.
19 aprile. Partecipazione al Convegno “South Italy: Infrastruttura e Brand per lo Sviluppo Sostenibile del Turismo meridionale”, “Gli Attrattori Turistici per lo Sviluppo Sostenibile del
territorio”, organizzato dalla Regione Puglia Assessorato al Turismo e Industria Alberghiera.
20 aprile. Avvio Corso di Formazione sul Nuovo Codice dei Contratti pubblici alla luce del Decreto Legislativo 12 aprile 2006 n.163 organizzato con la collaborazione dell’Associazione
Giovani Ingegneri di Taranto.
24 aprile. Avvio Incontri, con gli Iscritti, di approfondimento tematico sulla Pianificazione Strategica di Area Vasta.
4/11 maggio. Accoglienza nella città di Taranto della delegazione degli architetti di Bilbao, presentazione Progetto Taranto per la valorizzazione turistico-culturale, con attività di
riqualificazione urbana; successiva visita alla città di Martina Franca.
24 maggio. Partecipazione al Convegno Musei del mare: Opportunità per lo sviluppo di Taranto organizzato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali –MIBAC e la Regione Puglia.
12 giugno Patrocinio al Seminario tecnico Costruire in Edilizia del Benessere organizzato da KERAKOLL.
20 giugno. Convegno “Urbanistica Pianificata” con la partecipazione dell’Assessore Angela Barbanente e del Dirigente Settore Piero Cavalcoli Assetto del Territorio della Regione
Puglia, e l’ing. Carmelo Torre rappresentante INU Puglia.
22 giugno. Incontro formativo “Marcatura CE e Risparmio Energetico”organizzato con la collaborazione della COSTELL.
Luglio. Corso Cadx3000 Professional 2008 per l’apprendimento delle funzioni del software di disegno tecnico.
18 luglio. Lettera inviata all’On. Antonio Di Pietro relativa al Decreto legislativo 12 aprile 2006 n. 163 – Codice dei Contratti Pubblici.
7 agosto. Proposta per la costituzione di un Osservatorio Scientifico Permanente per la promozione di un percorso metodologico partecipativo alla Pianificazione di Area Vasta
Tarantina.
Settembre. Osservazioni e contributi alla proposta di Delibera, formulata dalla Direzione Urbanistica Edilità del Comune di Taranto, per semplificare l’esame istruttorio delle domande di
Condono Edilizio non ancora definite da provvedimento conclusivo.
22 ottobre .Partner del Convegno sul Patrimonio di Architettura Industriale a Taranto Cattedrali del Mare con: Fondazione Marittima Ammiraglio Michelagnoli Onlus, CNR-IBAM Lecce, AIPAI Puglia, Regione Puglia, Provincia e Comune di Taranto.
23 Ottobre. Raccolta firme per adesione alla proposta di legge d’iniziativa popolare per la riforma dell’ Ordinamento delle Professioni Intellettuali
25 ottobre. Approvazione e adeguamento delle nuove tariffe applicate ai diritti di segreteria degli atti comunali per le pratiche edilizie ed urbanistiche in seguito al ricorso al TAR per la
delibera n.462 del 19.01.2007 del Comune di Taranto sull’aumento spropositato delle tariffe. Il dissenso è stato manifestato congiuntamente all’Ordine degli Ingegneri e al Collegio dei Geometri della Provincia di Taranto.
Ottobre. Partner del Progetto Dispersione Scolastica a cura del Consorzio Solidale.
7 novembre. Raccolta di adesioni per la costituzione di un Comitato Tecnico Scientifico da proporre all’Ufficio Unico di Piano Strategico dell’Area Vasta Tarantina.
11 novembre. Osservazioni e Contributi alla bozza di Programma di Adempimenti ed Iniziative in Materia di Governo del Territorio e Urbanistica fornita dall’Assessorato Urbanistica ed
Edilità del Comune di Taranto.
15 novembre. Patrocinio all’Incontro tecnico Sistemi radianti e comfort ambientale: l’impiantistica invisibile nelle case a basso consumo organizzato da VELTA ITALIA.
29 novembre. Incontro con gli Iscritti presso il Palazzo Vescovile di Castellaneta per discutere della Pianificazione Strategica Territoriale del versante Occidentale Tarantino.
17 dicembre. Presentazione del Progetto @rconline: il Portale degli Architetti in Puglia e delle attività di aggiornamento professionale presenti sul portale. Premiazione del Concorso di idee Le Città Sostenibili delle Bambine e dei Bambini e inaugurazione della Mostra con consegna del volume di pubblicazione dei progetti.
Partecipazione al Convegno di presentazione del Piano Urbanistico Generale del comune di Castellaneta.
2008
14 gennaio. Adesione al Progetto Leonardo per l’assegnazione di borse di studio per tirocinanti transnazionali.
15 gennaio. Presentato al Comune di Martina Franca il documento di Osservazioni al Centro Storico di Martina Franca durante il Consiglio Comunale Monotematico.
30 gennaio. Partecipazione ai Tavoli di Concertazione del Piano Strategico La Murgia dei Trulli.
7/9 febbraio. Partecipazione al VII Congresso Nazionale degli Architetti a Palermo dal tema Democrazia Urbana per la Qualità.
15 febbraio. Seminario tecnico Risanamento definitivo delle murature con Patologia di umidità di risalita organizzato con la collaborazione di AQUAPOL.
22 febbraio. Patrocinio all’Evento Solarmente - Sentieri alternativi verso nuove energie a cura del collega Bernardo D’Ippolito responsabile del KINO WORKSHOP.
27 febbraio. Presentazione contributo dell’Osservatorio Scientifico Permanente per l’Area Vasta Tarantina al Convegno “Una città di nove Comuni”- Il Piano Strategico dei Comuni
dell’Unione di Montedoro, San Marzano e Sava.
10 marzo. Incontro formativo Strumenti Operativi per la RI-Progettazione Urbana organizzato con la collaborazione della VIBROTEK.
Marzo-Aprile. Partner del Progetto La città Possibile, organizzato dalla Provincia di Taranto, dal Teatro Pubblico Pugliese e dal Teatro Crest, incontro con l’arch. Pierluigi Cervellati e con
l’arch. Bernardo Rossi Doria.
11 aprile. Avvio Corsi di apprendimento a distanza del Progetto @rchonline.
12 maggio. Corso di formazione sulla Certificazione Energetica degli Edifici organizzato in collaborazione con ANALIST GRUOP.
Attivazione di una Convenzione con la RIMO Editore per accedere gratuitamente alla Banca sulla Normativa Tecnica.
20 maggio. Avvio Ufficio Consortile Politiche Abitative (U.Co.P.A.), costituito da Comune di Taranto, Istituto Autonomo Case Popolari (IACP), SUNIA - SICET - UNIAT – ANCE, Ordine
degli Architetti - Ordine degli Ingegneri - Collegio dei Geometri.
28 maggio. Contributo all’iniziativa di Programmazione tra Regione e Comuni organizzata dal Settore Programmazione e Assetto del Territorio della Provincia di Taranto.
12 giugno. Seminario tecnico I Piani del Colore per i Centri Storici organizzato in collaborazione con SIKKENS.
20 giugno. Presentato all’Assessorato all’Urbanistica e alla Direzione Urbanistica ed Edilità del comune di Taranto il documento Osservazioni e Proposte alla D.C.C. di Taranto n°65
recante Linee Programmatiche per il contenimento dell’espansione urbanistica del territorio e l’avvio al PUG.
25 giugno. Evento culturale, presso il MARTA Museo Nazionale Archeologico di Taranto, per la presentazione del Video Documentario Taranto, Transmitting Architecture – Tracce di
Memoria presentato al XXIII Congresso Mondiale di Architettura di Torino realizzato con il Patrocinio della Regione Puglia-Assessorato al Turismo ed Industria Alberghiera,
della Provincia e del Comune di Taranto.
Luglio. Partecipazione al XXIII Congresso Mondiale degli Architetti a Torino dal tema Transmitting Architecture.
16 luglio. Avvio Convenzioni stipulate con il Comune di Taranto, finalizzate alla pratica formativa di professionisti iscritti all’Albo da meno di 10 anni, attraverso lo svolgimento di stage
di collaborazione gratuita.
Luglio-Agosto. Partecipazione ai Forum Assemblea degli Associati organizzati dall’Area Vasta Tarantina ed elaborazione dei contributi tecnici.
18 settembre. Contributo metodologico-scientifico al Forum dello Sviluppo organizzato dal partenariato economico sociale della provincia di Taranto.
25 settembre. Patrocinio al Seminario Tecnico General Solar PV organizzato da GENERAL MEMBRANE.
29 ottobre. Istituzione di una Commissione temporanea per la revisione del Regolamento Edilizio del Comune di Taranto coordinata dal Dipartimento Politiche Territoriali.
21 novembre. Patrocinio al Convegno Ri-Qualificazione Energetica degli Edifici organizzato da POLIBECK.
1 dicembre. Partecipazione Tavolo Istituzionale sulla Musealizzazione Nave Museo Vittorio Veneto organizzato dall’Assessorato al Turismo ed Industria Alberghiera della Regione Puglia.
12 dicembre. Patrocinio al Convegno Verde Urbano e Biodiversità organizzato dalla LIPU.
17 dicembre. Seminario tecnico sul software di progettazione tridimensionale ArchiCAD 12 della SOFTWARE HOUSE CIGRAPH.
2009
24 gennaio. Incontro dei Presidenti degli Ordini Architetti di Puglia presso la nostra sede per discutere sulla formazione di un organismo rappresentativo degli Ordini pugliesi e della
presenza un rappresentante nella delegazione consultiva regionale presso la Conferenza degli Ordini.
Gennaio. Convenzione con l’Agenzia del Territorio per la consultazione telematica della Banca Dati.
19 febbraio. Uscita della Rivista ARCHITETTITARANTO (dopo circa 6 anni di sospensione), quadrimestrale di cultura e informazione del nostro Ordine, fortemente voluta dal Consiglio e
dagli Iscritti che hanno ricostituito la nuova redazione.
3 Febbraio. Sottoscrizione delle osservazioni in merito alla Autorizzazione Integrata Ambientale di ILVA Taranto, con i Sindaci di Taranto e Statte ed il “pubblico ionico interessato”
costituito da associazioni ambientaliste e culturali, comitati, sindacati, ordini professionali, associazioni di categoria ed altri organismi ionici.
Febbraio. Patrocinio e adesione al Concorso di Idee Le Città Sostenibili delle Bambine e dei Bambini bandito dal ROTARY CLUB del Comune di Manduria e dal Comune di Manduria.
Segnalazione di arbitraria discriminazione per l’esclusione della categoria di architetto da n.3 Bandi Pubblici emessi dalle amministrazioni comunali di Grottaglie,di Mottola e
dall’Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione di Bari.
Marzo. Nuovo Sito Internet www.architettitaranto.it a cura di Gianluca Lomartire.
Avvio Corsi di Aggiornamento relativi al D.Lgs 81/08.
2 marzo Partecipazione al “Progetto città”, incontro-confronto con l’Assessore all’Urbanistica ed Edilità del Comune di Taranto, dott. Cervellera, e altri soggetti di categoria.
25 marzo. Attivazione del blog Rivista ArchitettiTaranto consultabile online all’indirizzo http://architettitarantoblog.blogspot.com
22 aprile. Giornata di presentazione del Ciclo di Seminari tecnici denominato Qualità del Progetto, Qualità del Prodotto, Qualità dell’Opera, organizzato da Confindustria Taranto con il
Patrocinio degli Ordini Architetti, Ingegneri e Collegio Geometri della Provincia di Taranto.
7 maggio. Seminario tecnico sul tema Dal D.Lgs 494/96 al Testo Unico di Sicurezza: novità e criticità realizzato in collaborazione con l’Assessorato Lavori Pubblici del Comune di
Taranto, la Direzione Provinciale del Lavoro di Taranto, l’Ordine degli Ingegneri della provincia di Taranto.
11 maggio. Sottoscrizione abbonamento per il servizio di consultazione gratuita on line della Normativa Tecnica UNI – Costruzione Serie Progettisti.
Istituzione delle Commissioni Avvisi di Gara e Bandi (per la verifica dei suddetti) e Concorsi di Idee ( per la loro promozione) coordinati dal Dipartimento Politiche Formative
e Aggiornamento.
28 maggio. Corso di formazione La Cultura nel Recupero La Tecnologia al Servizio della Tradizione organizzato in collaborazione con il CR&RC Centro Restauro e Recupero Campano.
Giugno. Avvio delle procedure di attivazione dei servizi di firma digitale FD e delle caselle certificate PEC @pec.archiworld.it, come predisposto dalla Legge n. 2 del 28.01.2009, per
agevolare una serie di attività presso le Pubbliche Amministrazioni.
Corso per le Funzioni RSPP, in fase di organizzazione.
Luglio. Convegno di Urbanistica, in fase di organizzazione.
29 luglio. Partner del progetto dell’associazione LABuat per la crezione nella Città Vecchia di Taranto di un laboratorio di progettazione partecipata.
Ottobre. Stampa Albo in formato digitale

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